SCUOLA VENETA
XVIII secolo

  • Autore: Scuola veneta XVIII secolo

  • Tecnica: olio su tela cm 52 x 67

La tela in esame ha come protagonisti Mercurio, assieme ai suoi attributi, le capre, e Argo. Il mito narra che per nascondere a Giunone la vera identità di Io, Giove tramutò la fanciulla in giovenca, ma la dea, gelosa della rivale, volle comunque ottenere l’animale in dono. Giove, per fugare ogni sospetto di tradimento, acconsentì alla richiesta, e Giunone pose la fanciulla sotto la sorveglianza di Argo. Il pastore aveva cento occhi, sparsi per tutta la testa, e grazie a questi riusciva a non dormire mai, poichè per riposare ne chiudeva solo due per volta, mentre gli altri rimanevano aperti. Dispiaciuto per la triste sorte che aveva causato alla fanciulla, Giove incaricò suo figlio Mercurio di liberarla. Per riuscire ad avvicinarsi ad Argo, il dio si camuffò da pastore: dopo essersi tolto l’elmo e le ali, e aver tenuto con sè solo la verga e la siringa, s’incamminò verso il custode suonando una soave melodia. Argo, affascinato dal suono, invitò il dio a sedersi con sé e Mercurio prese a suonare a lungo, raccontando al pastore la storia di Pan e Siringa, fino a che non riuscì a far chiudere per il sonno tutti i cento occhi. Allora il dio prese la spada e gli tagliò la testa, riuscendo così a liberare Io. Giunone, dispiaciuta per la triste sorte capitata al pastore, prese gli occhi dalla testa e li pose sulle piume del pavone, suo animale sacro.

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